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Alitalia e le cattive compagnie...

27 Agosto 2008 alle 18:40

Aiutatemi a comprendere la situazione, non sono esperta di impresa (in crisi), ma le notizie su Alitalia mi paiono inquietanti. Non so se ho capito bene, ma per risanare Alitalia è pronta una cordata di imprenditori, tutti col contante in mano da investire, nell'ordine di milioni e milioni a testa. Il suddetto denaro però, non servirà a pagare alcun debito (dunque a che cosa, scusate l'ignoranza, comprano altri aerei? Istituiscono i pasti da tre stelle a bordo?). I debiti verranno affibbiati ad una "bad company" costituita apposta, che mi immagino sia quello che rimarrà agli italiani della vecchia compagnia di bandiera. I nostri aerei andranno tutti alla cordata, che potrà viaggiare felice e magari vedere di cominciare anche a far viaggiare gli italiani (passeggeri onorari ormai, che di biglietti ne hanno una scorta parecchio nutrita, visto i debiti pregressi già ampiamente pagati). Ok, allora ci teniamo la bad company, come non detto. La good company però, perchè regalarla? Perchè non facciamo un bel contratto di affitto di azienda con la cordata e ci facciamo corrispondere un bel canone mensile? Scherzi a parte, c'è un solo imprenditore, un commentatore, un esperto, che riesca ad affermare che non è il solito pasticcio italiano tra amici? La prestigiosa Swissair fallì dignitosamente ed è ritornata in piedi, noi continuiamo a creare decreti e regole apposta per non far affondare i nostri carrozzoni. Si fa per salvare i posti di lavoro e tutto l'indotto. Ma l'indotto stesso, tramite le tasse, Alitalia se l'è praticamente comprata. Senza contare che in Italia, distretti interi di piccole e medie imprese in crisi negli anni sono spariti, soppressi dal mercato e dalla globalizzazione, senza che questo destasse la benchè minima preoccupazione nei nostri amministratori, nè per i posti di lavoro perduti, nè per l'indotto. Ancora. Ci sono sempre di mezzo le banche-imprenditrici, che a forza di cordate mettono le mani su grosse porzioni di tutte le proprietà in settori strategici del paese: la stampa, le comunicazioni, l'industria. Ma è normale? Ora, io non sono una imprenditrice e non so se questa soluzione porterà Alitalia alla riscossa e più ricchezza agli italiani, ma mi permetto di dubitare, ma fortemente. E domattina vado dal Berlusca e gli dico: Allora, da domani l'Iva e le spese del mio ufficio le paga una bad company, intestata al Ministero dell'Economia, coi proventi del canone di affitto della good company di proprietà della cordata. Agli investimenti dell'attività poi ci penso io, eh! Secondo voi che mi risponde?

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