cerca

Un cappello pieno di preghiere

26 Agosto 2008 alle 14:24

Il romanzo postumo di Oriana Fallaci è senza giri di parole un vero capolavoro; ogni scrittore che abbia letto la fatica della toscanaccia, non può che togliersi il cappello (vuoto) e rodersi il fegato dall’invidia, infatti è questo il libro che ognuno di noi vorrebbe scrivere, poter scrivere, saper scrivere. La Fallaci senza nessuna menata da intellettuale-italiano ha scritto un libro epico, dentro “Un cappello pieno di ciliege” c’è avventura, dramma, e quel gran pasticcio che è la vita. Bisogna concedere alla Grande Scrittrice il tempo necessario alla lettura del libro; perché non appena finito di leggere sarete presi da una voglia matta di continuare, io giunto all’ultimo rigo ho chiuso il tomo e ho preso ad accarezzare le pagine. Cos’altro potevo fare? L’amore per la vita che vien fuori da ogni pagina è d’una consistenza carnale, ma allo stesso tempo ha un anelito mistico e spirituale. La Storia e la storia s’aggrovigliano nella trama del libro e così l’uomo e l’Uomo sono uniti nella verità della vita. Cosa c’è di più bello? Mentre leggevo pensavo che niente è più bello del cuore di Oriana (mi si conceda questo tono familiare). È l’opera dell’anima d’un genio. È un libro che libera l’anima verso il cielo (che tutto cela) e costringe a guardare le stelle e interrogarle. È un libro che raccoglie la bellezza, un libro etico, estetico ed erotico. Insomma è un libro; cioè un manufatto che non siamo più abituati ad avere tra le mani. Sembra di leggere una preghiera a Dio, ma forse questo è troppo, visto che Oriana parla sempre del Tempo. Forse Dio è il Tempo? Ho voglia di rispondere di sì.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi