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La crisi del Pd

26 Agosto 2008 alle 13:22

Il discorso del Vassallo è sintomatico della crisi del Pd. Sembra non conoscere la Storia. Come si fà a paragonare un candidato dei Democratici americani con uno che non ha mai provato vergogna per Guevara? Se invece -facendo la figura di chi si nasconde dietro una foglia di fico- di andare a cercare assonanze superficiali su stili radical-chic della convention andassero a cena in qualche famiglia blue-collar sarebbe differente. Pregare con loro, credere nella meritocrazia, detestare i sindacati, contrapporsi al "big governement",... Il Vassallo- e gli altri- (come avevo previsto: "non facciamoci del male") non dice quale sono le diversità di Valori, nè ha il coraggio e i valori per innescare apertamente questo dibattito. Quanto a Reagan- grazie al quale è un uomo "libero"- gli ricordo che Lui riportò gli Usa agli Usa. Quanto all'antagonismo la contraddizione e la disonestà intellettuale (inconsapevole) è sesquipedale: se il Pd accettasse i nuovi valori antropologici che parte della sua base rigetta o vede con una certa dissonanza "istintiva" e che sono il "core" dei Democratici americani, verrebbe meno l'antagonismo al pensiero cristiano liberale (non liberal)dalla parte che vi è istintivamente attaccata. Molte persone ai comizi del Pd avrebbero voluto fischiare Berlusconi ed hanno a casa la maglietta di Guevara. L'antagonismo finirà quando il "futuro" (?) Pd riconoscerà che Berlusconi è stato in qualche misura il Lincoln italiano. Il presidente Usa più amato anche dai Democratici, a cui Obama si ispira in parte. Un Repubblicano.

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