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Anche in Cina persecuzioni anti-cattoliche, ma nessuno (o quasi) ne parla

26 Agosto 2008 alle 17:13

Oltre allo notizia del massacro nello stato indiano di Orissa, nei giorni scorsi è avvenuto un altro grave episodio di persecuzione anti-cattolica, vale a dire l'arresto da parte delle autorità cinesi del vescovo "sotterraneo" Jia Zhiguo, effettuato poco prima della cerimonia di chiusra delle Olimpiadi. La notizia è stata battuta ieri dall'agenzia Asianews, e mi sarei aspettato - magari sulla scia dei commenti post Olimpiadi -un certo risalto sulle pagine dei giornali. Invece, a parte Avvenire (ovvio) e un altro paio di quotidiani, la stampa che conta ha bellamente bucato la notizia. D'accordo, l'orrore suscitato dall'efferatezza di quanto avvenuto in India ha giustamente occupato le prime pagine (non tutte però), ma da questo a ignorare completamente l'ondata di recrudescenza anti-cattolica del governo di Pechino ce ne passa. L'impressione è che non si sia voluto rovinare la festa agli eredi del Grande Timoniere, i quali continuano imperterriti a perseguitare la chiesa cattolica senza che il mondo intero dica o faccia qualcosa. Signori, i diritti - in primis quello alla libertà religiosa - o valgono per tutti e sotto tutti i cieli, o non valgono per nessuno da nessuna parte. Anzichè stracciarsi le vesti ad ogni piè sospinto straparlando di presunte ingerenze clericali e della crescente invadenza della chiesa in ambiti che si vorrebbero non suoi, i nostri paladini della laicità, ma anche i tanti, troppi cattolici devoti a san dialogo e che vivono con il complesso del "quiet, don't disturb", dovrebbero una buona volta aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà.

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