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Quelli che… l'Europa…

23 Agosto 2008 alle 08:00

“Dove non ci sono dèi regnano i fantasmi.” Così scriveva Novalis in “Die Christenheit Oder Europa”. “Uno spettro s’aggira per l’Europa” avrebbe scritto qualcun altro un po’ di tempo dopo. Se come pare siamo circondati da spettri e fantasmi, vuol dire che viviamo dentro un cimitero. Con incredulità osserviamo le tombe che determinano la nostra libertà, ma per contro ci siamo abituati a sentire il puzzo dei cadaveri e non resistiamo senza. Assistere al carosello che c’è in Georgia mi convince di queste ipotesi bislacche e così penso che anziché scappar via dal cimitero, si cerca un modo per conquistare altro spazio da dedicare ai morti. D’altronde perché una democrazia dovrebbe voler difendere un’altra democrazia? Quando niente accomuna gli uomini; come è possibile accomunare le nazioni? “Le masse sorde nascono dalle guide mute” scriveva Sergio Quinzio, le guide mute le conosciamo bene, perciò nessuna sorpresa se ci sentiamo assordati da un silenzio inquietante intorno alle cose importanti. L’Età dei Consumi ha prodotto l’uniformità delle coscienze, l’omogeneità delle speranze e così ha distrutto l’idea di futuro, senza un futuro da pensare la nozione d’eternità è incomprensibile. Nessuno sembra capace di prendere atto della realtà, i governi, tutti i governi sembrano aver assimilato l’idea di Orwell, perciò “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato” e gli uomini sono robot non indispensabili.

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