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Giustizia veloce

22 Agosto 2008 alle 10:28

Dei delinquenti assalgono (per la quarta volta) una tabaccheria e il titolare che spara, ammazzandone uno, è subito arrestato per omicidio volontario: e poi si dice che la giustizia italiana non funziona! Ma che popolo è questo, che protesta senza motivo? E magari si limita solo a sorridere per cose ingiuste, come per esempio gli stipendi dei parlamentari e dei magistrati o per il fatto che uno Stato biscazziere gli prende l’Iva sull’Iva, si fa pagare servizi che restano una chimera... Ieri è stata la volta del Pdl, oggi del Pd: ma questi poveri magistrati cos’altro dovrebbero inventarsi per finire in pagina, possibilmente nella prima? Ormai resta esente solo la “Consulta”: o mi è sfuggito qualcosa? Non considerando le parole “dal sen fuggite” della sorella del morto (“Quell’uomo deve pagare”), mi sembra d’aver capito che si parla d’eccesso di legittima difesa quando si colpisce qualcuno alle spalle: certo, quando dall’inizio dell’azione passasse la giornata e la “nuttata” (magari con la lettura dei commenti dei media), il discorso potrebbe apparire giusto. Ma, nell’immediatezza del fatto, credo sia un pò difficile parlare di volontà eccessiva. La volontà (ingiusta) è quella del delinquente che promuove intenzionalmente l’azione antigiuridica, in questo caso gravemente antigiuridica, pronto anche ad ammazzare: quella è una volontà responsabile e meriterebbe un giusto guiderdone con una grave punizione. Lo stesso difensore dice una cosa sensata: “E’ lo Stato che deve garantire la sicurezza dei cittadini”. Giusto, peccato che aggiunga: “Qui nessuno vuole vendette, ma si sappia che non è stato ammazzato un cane”. Esatto: solo un delinquente. Ma perché lo dice? Forse perché ritiene che non siamo in grado di capirlo da soli? D’altra parte, secondo la teoria per la quale si desiste dall’azione in vari modi, anche voltando le spalle, il poveraccio che è stato improvvisamente aggredito, minacciato di morte e che istintivamente reagisce, dovrebbe anche automaticamente bloccarsi ad un dietro front studiato del delinquente che sapesse di salvarsi dalla reazione per lui divenuta incontrollabile, sapendo di una legge e di una magistratura certamente avulse dalla realtà e dal comune sentire. Un pò come una vecchia teoria, secondo la quale gli agenti delle forze dell’ordine avrebbero dovuto sparare solo dopo essere stati fatti bersaglio dai delinquenti e, magari, dopo essere stati ammazzati. Tutto questo, forse, non sarebbe giustificabile neppure in uno Stato di diritto che onorasse la sua funzione istituzionale di salvaguardia dell’ordine sociale.

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