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Giustizia?

20 Agosto 2008 alle 09:58

Oggi tiene banco l’arresto dell’imam di Varese e su "Avvenire" troviamo la seguente espressione: “Un quadro indiziario monco, tant’è che il pm Elio Ramondini, (...) dovette chiedere l’assoluzione degli indagati”. Il "Corriere" riporta un’intervista al pm Ramondini (uno che onora la categoria), il quale ha spiegato che dovette chiedere l’assoluzione. Subito dopo fu costretto ad appellare! Sapeva, infatti, che era colpevole, ma non era riuscito a mettere insieme la prova formale, come vuole il sistema di questo “Stato di diritto” (alla rovescia?). Ecco la nostra giustizia, che si fonda sulle ideologie, sui timbri, su meri atti formali e su uno straripante oceano di atti normativi (centinaia e centinaia di migliaia) e di “giurisprudenza” che non lascia più un minimo spazio al buonsenso e alla fantasia. Non serve che mi dilunghi su de Magistris, Forleo, Edy Pinatto e sulle condanne a 16 anni di matricidi e figlicidi: non si invochi a scusante la legge che, da quasi vent’anni, dovrebbe essere modificata, perché nelle sue pieghe esiste anche la possibilità di una posizione discrezionale dei magistrati (delle due categorie, diverse e con funzioni contrastanti: a quando la loro separazione, anzi il loro divorzio?).

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