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Sullo stato dell’anima contemporanea

5 Agosto 2008 alle 22:17

Una riflessione che abbia per oggetto l’anima è cosa eccentrica e straordinaria per questo tempo che colleziona innumerabili modelli di maschere che nascondono perfettamente l’anima, anzi che a volte non sanno proprio d’ averla un’anima. La parola anima ha corso solo tra chi possiede una fede? Certo che sì. Ma anche chi pensa o crede di non possedere una fede è vittima della fede; infatti la sua fede è quella che consiste nel non aver fede. Rivolgo le mie parole solo a chi è consapevole d’avere l’anima, poiché sarebbe spiacevole far scoprire a qualcuno d’aver l’anima, rischierei di fare il mestiere di Dio. Ma non posso, e non voglio infondere l’anima a nessuno. Unico scopo di questa riflessione è fotografare l’anima contemporanea. Proverò a tratteggiare lo stato attuale dell’anima e spero di farlo in modo irriverente, così da irritare chi ha il tempo per leggere. Non tratterò nemmeno per sbaglio l’etimologia della parola anima (chi legge sa perfettamente che è parola latina di prima e seconda declinazione, se non lo sapeva ora lo sa, perciò si procuri un buon dizionario di latino e ricerchi la parola per saper quel che vuole), mica possiamo star qui a perder tempo. Attualmente l’anima si manifesta sottoforma di coscienza felice. La coscienza felice è quella liberata dal logos, è quella che utilizza il sentimento per giudicare ogni cosa. È chiaro che utilizzando il sentimento per misurare cose da nulla come bene e male essa non riuscirà ad avere coscienza ne del bene ne del male, essa avrà solamente coscienza di sé e di ciò che sente come bene o male hic et nunc. Ciò che non era riuscito al Dio di Adamo (limitare l’uomo) riesce all’anima contemporanea, che si auto mutila col sorriso e quando si specchia invece di percepire la mancanza di qualcosa, vede splendere il suo sorriso terrificante. Così non c’è più il male e questo è un bene; ma non c’è più neanche il bene e questo è un male. La scomparsa del logos è scomparsa del senso originario e contemporaneamente del senso ultimo della vita. Anima nostra che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome e venga il tuo regno, dacci oggi il nostro pensiero debole quotidiano e rimetti a noi i nostri crediti come noi non li rimettiamo ai nostri creditori e conduci la nostra tentazione e non liberarci dal nulla. Amen. Questa è la preghiera terribile dell’anima contemporanea.

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