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2 agosto 1980

1 Agosto 2008 alle 17:39

Il 2 agosto del 1980 alle 10 del mattino faceva caldo a Bologna, e lo zio Paolo stava per uscire di casa per andare ad incassare un pagamento da un suo cliente importante - la Cigar, la società che gestiva il ristorante della stazione, cui lo zio forniva birra - i cui uffici erano al primo piano dell'edificio basso, a sinistra del porticato, guardando il fronte della Stazione Centrale di Bologna. La zia Teresa lo bloccò sulla porta di casa e lo costrinse ad andare a cambiarsi la camicia, che secondo lei vabbè il caldo, ma andava da un ottimo cliente, e conosceva tutte le impiegate da vent'anni, e non poteva andare in giro vestito come un poveretto... Lo zio Paolo obbedì brontolando che così arrivava in ritardo, ma obbedì. Scese giù dal secondo piano in via San Felice, prese quasi subito il bus sottocasa che lo portò diretto in stazione. Arrivò che la polvere non aveva ancora cominciato a posarsi. L'ufficio della Cigar non c'era più. Le impiegate che conosceva da vent'anni non c'erano più. Arrivavano tutti, pompieri, polizia, televisione. Lui tornò a casa, entrò, andò in cucina e si sedette al tavolo. La zia aveva, stranamente, la radio spenta, e stava finendo di stirare. "Accendi la radio", le disse.

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