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Alemanno, re Tentenna

31 Luglio 2008 alle 18:15

C'è proprio la sensazione, come ha giustamente sottolineato qualcuno, che Alemanno, il nuovo Sindaco della Capitale, abbia la "sindrome del Fascista". Indubbiamente si porta dietro un retaggio culturale che lo immobilizza su qualsiasi azione sicura, ferma e decisa, circa l'ordine pubblico. Non vorremmo che a Roma si instaurasse il governo di un altro Re Tentenna a causa di un riflesso pavloviano condizionato dal non voler far usare, in assoluto, più il "manganello", anche quando alle forze di pubblica sicurezza sia consentito l'uso. Assistiamo, infatti che, di contro, a Bologna, a Genova, a Venezia, a Torino e nei paesetti balneari toscani, dove impera la sinistra da sempre, si adottino misure contro l'illegalità diffusa in maniera consona alle leggi, infischiandosi dell'apparire severi e (quando necessita)cruenti verso coloro che continuamente ed assiduamente commettano illeciti perseguibili penalmente, in controtendenza, quasi volendo dimostrare che, superato il periodo del "NIET" a tutto, obbligato dalla cogerenza governativa della sinistra ideologica, si possano attuare, finalmente, quelle norme previste da sempre dalla legge comune italiana. Se non si possono vendere borse contraffatte, si deve attuare il sequestro e la distruzione immediata del materiale, (tranne un capo per prova) e i rivenditori, vucumprà o non, devono venire fermati ed identificati e se, recidivi, arrestati. Punto e basta! Se si ferma un gruppo di extracomunitari in un palazzo occupato illecitamente, questi non possono arrogarsi il principio di contrattare: "Usciamo se non veniamo identificati"! Ma siamo in un paese barzelletta?! Chiunque, d'altronde, (anche italiano) venga fermato che non possa essere identificato viene trasportato in centrale... Stendiamo, poi, un velo pietoso sull'affare "impronte digitali" ai Rom, che ha dimostrato tutta la vecchia, casareccia, sconfortante modalità di interpretare la legge, di fronte alla quale il normale, comune cittadino è disorientato, dando ragione al detto: "A Roma ognuno fa come c... je pare" Se Alemanno teme che la gente si impressiona per i militari armati che girano per la città, come ha proposto qualcun altro, che vengano sotto casa mia... Offrirò loro da bere e da mangiare tutta la notte, facendo ascoltare dalla finestra il boogie-woogie americano della liberazione! Che diventi,questo, l'inno della sicurezza cittadina.

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