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Precarietà per tutti

29 Luglio 2008 alle 17:36

Uno degli assiomi della sinistra (in particolare dell'ala radicale) è quello che un'impresa se assume un lavoratore se lo deve tenere fino all'età pensionabile. Perchè questa investitura a vita? Da dove scaturisce questo diritto? Da quando anche il Governatore della Banca d'Italia è nominato non più a vita ma per 7 anni, resta solo il Papa ad essere nominato a vita. Non si capisce perché le imprese debbano farsi carico di persone per il resto della loro vita lavorativa. Viviamo in un mondo lavorativo dove, soprattutto nei servizi, le commesse possono arrivare, e quindi si assume, ma possono anche esser perse. E allora si deve licenziare. Il caso Poste Italiane è esemplare. Nel tempo sono state assunte frotte di persone che avrebbero dovuto portar voti a forze politiche di sinistra. E noi abbiamo pagato. Dopo ci si è accorti che tutte quelle persone non servivano, e giù licenziamenti e relativi ricorsi. E noi paghiamo. Occorre avere il coraggio di spezzare questo circolo vizioso. Occorre anche spiegare che la precarietà è un dato di fatto. Oggi chi inizia a lavorare in un'azienda difficilmente va in pensione nella stessa azienda. Ben ha fatto il Parlamento a fermare questo circolo vizioso. Mi auguro vivamente che i ministri non temano l'impopolarità e vadano avanti fino alla riforma dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori che ormai è uno degli ultimi baluardi di un'Italia vecchia e statica.

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