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La lettera di Veltroni

28 Luglio 2008 alle 16:10

Sono rimasto deluso dalla lettera di Veltroni in risposta alle osservazioni di Giuliano Ferrara. Nessun accenno alla questione giustizia, se non una critica (e ci mancherebbe) ai fatti di piazza Navona. Ma una lotta per una giustizia a misura di cittadino non dovrebbe essere la bandiera di un partito che si dice democratico? Perchè appiattirsi sulle mediocri e pericolose posizioni dei giustizialisti e dell'ineffabile Di Pietro? Quando frequentavo la facoltà di legge a Bologna nei lontani anni '70 il mio professore di procedura penale ci ricordava che era meglio assolvere dieci colpevoli piuttosto che condannare un innocente, che la strapotere dei PM anche allora era censurabile e faceva dell'obbligatorietà dell'azione penale un principio vuoto. Avevo considerato riforma di grande livello l'abolizione del diritto di appello per la pubblica accusa in caso di assoluzione in primo grado, fatto salvo il ricorso in Cassazione, ma la Magistratura è prontamente intervenuta per ripristinare il suo potere di far durare i processi all'infinito. Mi sarei aspettato dal PD un atteggiamento diverso dall'umiliante appiattimento sulle posizioni dell'ANM che di fatto ha dettato la riforma dell'ordinamento giudiziario al Governo Prodi, ma ascoltando le parole dell'On Finocchiaro ho capito che mai avremo una seria riforma garantista, la quale metta al centro il diritto a un processo equo ove tutte le parti sono sullo stesso piano, anche la vittima del reato. C'è una norma nel CPP che impone alla pubblica accusa di trovare anche le prove a discarico per l'imputato, ma il tintinnio delle manette è musica troppo celestiale e le prove d'accusa sono sempre tantissime e inconfutabili, come vediamo ogni giorno dal caso Tortora a oggi [ricordo i mille (!!) riscontri del processo Andreotti che non furono mai nè esposti nè dimostrati]. Oggi abbiamo la non giustizia con i suoi ritardi, le sue inefficienze e la sua deriva sudamericana che tanto piace ai girotondi ma non a me e quanti pensano che ai magistrati è dato applicare la legge, non fare giustizia, cosa più da sceriffi del far west. Trovo tutto questo molto triste.

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