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Comunismo sconfitto

28 Luglio 2008 alle 19:00

"Io sono sconfitto e sono sereno, perché da comunista ho imparato prevalentemente ad essere sconfitto ed a stare con gli sconfitti..." Questa la fiera frase di chiusura della debacle Vendoliana al Partito di Rifondazione Comunista. Il vero "comunismo" è tutto qui e si rivela in questa "apparente" frase di amore ed orgoglio verso la classe degli sconfitti. C'è in tutto questo un falso senso di appartenenza dello stare con gli emarginati, con i poveri con gli ultimi della classe, perché il Comunismo "bramerebbe" essere questo: il difensore della popolazione meno difesa e meno dotata, ma non può farlo, in quanto persevera a commettere un errore genetico concettuale. Esso non propone politicamente alcunché di economicamente e socialmente valido a questa classe che sia storicamente comprovato, di positiva ed efficace realizzazione. L'unica cosa che finora si è potuto comprovare, da quando è stato proposto il Comunismo a tutte le latitudini, è stato il suo fallimento assoluto, sia come gestione centralistica che come sistema economico a programmazione prefissata, che come sistema sociale di previdenza. Quando Vendola afferma che è abituato a perdere come comunista ha perfettamente ragione, ma non, perché è" lui", inteso come persona che perde, ma è l'intero sistema che propone e che gestisce a perdere sicuramente e costantemente. Quando si vuole riproporre o "Rifondare" un qualcosa che non ha funzionato in nessuna parte del mondo, è chiaro che la sicura fine è assicurata. Ecco, il perché delle continue e successive suddivisioni, separazioni, scissioni comuniste: perché lo spazio di manovra di quei militanti è ormai delimitato in un piccolissima area, che è quella della sobillazione degli scontenti e, poiché di incazzati (a ragione)ce ne sono sempre e dovunque, Vendola, Ferrero e Compagni si vogliono suddividere la rappresentanza di questa porzione di popolazione che fa gola, tra l'altro, ad altri giustizialisti. D'altronde giustamente Paolo Ferrero risponde al suo sfidante Nichi Vendola. "C'é una cosa peggiore di sbagliare ed é non vedere gli errori e continuare a farli." Però, questo, aggiungo io, vale per tutto il comunismo, non solo per la piccola gestione comunista che l'Italia ha sopportato per quasi due anni...

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