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Il monsignore, gli animali e san Francesco

24 Luglio 2008 alle 17:46

Gentile signor Rodrigo, vede è proprio sulla reciprocità dei diritti che non ci troviamo: mi spiego, la reciprocità me l'aspetto tra esseri umani, non tra uomo e bestia, che è ovviamente incapace di riconoscermi diritti:e io credo che sia qui una delle cose che ci rendono superiori a loro, nella capacità,mi ripeto,di riconoscere diritti anche a chi è inferiore a me.Io la trovo una cosa grandiosa e bellissima,lei evidentemente no.Poi,se questo per lei vuol dire che io equipari uomini e animali,non so più che dire. L'articolo di monsignor Carraffa l'ho letto, e lo condivido: cosa dice che non dica anche io? Io non sono credente, signor Rodrigo, le cose mi convincono o meno in base alla loro ragionevolezza,non in base a chi le dice (in questo voi credenti siete molto più fortunati di me, e lo dico senza ironia. mi disturba solo quando pretendete che quanto è vero per voi ex auctoritate, lo debba essere anche per me). Le ricambio la cortesia consigliandole di leggere "Le ragioni della speranza" di Jane Goodall, forse la più grande primatologa vivente: un libro che le mostrerà come l'amore per l'uomo (quello vero, non quello detto soltanto) sia imprescindibile dall'amore ed il rispetto per il creato. E comunque, sia per ragionevolezza che per forza ex auctoritate, io a monsignor Carraffa continuo a preferire San Francesco d'Assisi. P.S. ma voi, non ricordo il nome di chi ha scritto l'intervento, se sentite muovere qualcosa in un cespuglio, sparate?!? mah!

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