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Su Mancuso e Ferrara, io sto con il direttore

22 Luglio 2008 alle 12:10

Sono un’estimatore di Vito Mancuso, ho letto i Suoi ultimi 3 libri e soprattutto nella prima metà dell’ultimo quando rispolvere l’anima finita nascosta in un cassetto e quando antepone Dio a tutto, anche a Gesù, lo trovo strepitoso, unico, così come trovo sempre interessantissimi i suoi articoli su Il Foglio, ma questa volta sto con il Direttore e le Sue glosse, dovessi anche trovarmi da solo. Anch’io sento come Ferrara la libertà più fragile, sempre di più. La libertà di suicidarsi o di essere assecondato al suicidio non va bene. Tutto il ragionamento su Eluana parte dal suicidio. Dalla Sua supposta volontà di darsi alla morte. Ma anche fosse? Tutto parte dal nostro rapporto con il suicidio. Tutto, anche la discussione sul testamento biologico. Se passa la libertà non vigilata del suicidio, passa tutto. Trovate che sia giusto? Se un vecchio si vuole suicidare? Che si accomodi. E se 150 giovani di una scuola si vogliono suicidare? Lo stato deve lasciar fare? Se ne lava le mani? O c’è qualcosa che non va?

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