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Su Freccero - La futura Tv

22 Luglio 2008 alle 08:00

Ho letto con piacere Freccero su Il Foglio di martedì. La tv ha un’importanza pazzesca. Non tanto in campagna elettorale, come si presume, ma nel corso dell’anno, giorno dopo giorno. Molto si gioca lì. La tv deve comportarsi con gli spettatori come se fossero persone, non clienti come sostiene lo stesso giorno Aldo Grasso. La tv ha una responsabilità formativa, forma le coscienza, non è solo logica del mercato. Ora, le tre reti berlusconiane hanno massacrato la tv. La televisione commerciale è finanziata dalla pubblicità, vuole promuovere i consumi scrive Freccero. Questo ha creato un problema. Cercando di inseguire le tre reti berlusconiane, la tv generalista è diventata di fatto commerciale. Così facendo i tre canali generalisti sono diventati troppi. Il primo è tristemente molle, poco significativo, il secondo è superfluo, il terzo è ben fatto pur non condividendone parte dei contenuti. Il progetto di Freccero mi piace ma si deve eliminare un canale di troppo (l’attuale secondo che non ha un senso) elevando il livello medio, di parecchio, del primo canale. La tv generalista non deve inseguire, deve andare in altra direzione. Oltre al semplice spettatore e al fan al quale fa riferimento Freccero si deve trovare, formare, una terza figura, lo spettatore interessato ad una maggiore cultura, ad una maggiore possibilità di ragionamento, in modo tale che si “agganci” al Suo progetto. La tv deve veicolare la cultura, l’informazione, anche ridurcela. La troppa informazione non veicolata produce una crisi di rigetto. E’ lo stesso Freccero che lo scrive: “c’è un fiume di offerte, ma manca l’orientamento”; come per i ragazzi con la musica, ascoltano molta musica ma non sanno quello che ascoltano, chi suona, la loro storia, e poi non gli rimane niente.

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