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L'uomo e la gallina

22 Luglio 2008 alle 14:00

Sono animalista, e vegetariana da anni. Non vegana, perché mi pare eccessivo. Rifuggo gli estremismi, sempre, e le semplificazioni. La mia è stata una scelta personale, dettata da motivi politici (l'eccessivo consumo di carne da parte del mondo ricco che sottrae terre destinabili alla coltivazione di cereali invece che di foraggio, per farla semplice e breve) e animalisti in senso stretto (non voglio essere causa di morte per nessuno, visto che posso nutrirmi in maniera equilibrata, e gustosa, altrimenti). Ma ripeto, è stata ed è una scelta personale: certamente mi da fastidio chi ancora crede che senza una fettina al giorno non si può stare, e mangia carne in maniera eccessiva, e insana, ma schiatto d'invidia davanti a chi si fa una rosetta con la mortadella senza tutti i sensi di colpa che han portato me a rinunciare ad una delle prove dell'esistenza di Dio (il panino con la mortazza, appunto). Son anche ben cosapevole che la mia è una scelta storica e geografica, non assoluta: la posso fare io, occidentale benestante e ricca di grano e legumi, sarebbe a dir poco imbecille ritenere che la stessa scelta la debba fare chi ha una disponibilità alimentare limitatissima, e magari il nutrimento di base gli è dato dal grasso di foca! ah, e sono anche un'amante profonda dei primati, e alcuni libri di Jane Goodall mi hanno senza retorica cambiato la vita. Eppure, continuo a ritenere la vita umana più sacra, più importante, più nobile. Piango quando so di gorilla uccisi da bracconieri in Rwanda, ma mi creda, ancora riesco a shockarmi di più per il padre che malmena la figlia a Piazza Venezia, o per i bambini denutriti e dimenticati dal mondo che ho conosciuto in Kenya (dove son andata a fare un campo di lavoro umanitario, non animalista). Questo per dire, caro Direttore, che non bisogna mai generalizzare, che bisogna combattere gli estremismi imbecilli (detesto anche io i miei colleghi vegetariani che credono di aver capito tutto loro, e guardano con disprezzo il gaudente che si fa il panino con la mortazza), ma che, per il resto, tutto quanto si fa per il rispetto del mondo, della vita e del creato deve essere ben accetto, sostenuto e rispettato. C'è a mio modo di vedere egualmente da combattere (culturalmente, intendo) chi pensa che le galline abbiano pari dignità degli esseri umani, ma anche chi pensa che le galline siano state create solo per finire al forno con le patate dopo aver vissuto la loro misera vita in 50 in un mq ingozzate per esser più pasciute e con ritmi di luce/buio artificiali e più rapidi per accelerarne la crescita. So che su questo giornale non va più tanto di moda, ma la medietas è sempre una gran bella cosa!

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