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L'inno nazionale

22 Luglio 2008 alle 15:00

Vincendo la ritrosia per la ripresa di un argomento ormai venuto a noia quasi insopportabile, mi si consentano in merito una premessa, una riflessione e una proposta. a)L'Inno nazionale merita rispetto per quello che rappresenta, (sia pure in forma provvisoria e consuetudinaria, non confermata ufficialmente da una scelta legale), ma non per quello che è. b) Occorre distinguere il testo poetico (si fa per dire)dalle note musicali: dignitose queste senza essere eccelse, francamente insopportabile il primo. Ci si lamenta che non venga cantato da tutti nelle occasioni ufficiali e si sostiene l'opportunità di farlo apprendere a memoria agli scolaretti delle elementari. Stiamo scherzando? Sarebbe certo una bella fatica per i maestri spiegarne il senso. Non riesco a togliermi di mente l'immagine di fieri bambini italiani che cantando "si stringono a coorte, con l'elmo di Scipio in testa, pronti alla morte". Suvvia, cerchiamo di essere seri... c)Gli Spagnoli, beati loro, ascoltano l'Inno ma non cantano, perché il loro inno è solo musicale. Facciamo anche noi lo stesso, rivolgiamoci a Verdi, il vero interprete in musica del sentimento nazionale. A pescare nel suo immenso repertorio non c'è che l'imbarazzo della scelta. Personalmente non avrei dubbi: utilizzerei la brillante sinfonia dall'opera "La battaglia di Legnano", opportunamemente adattata per quanto riguarda la lunghezza. Un brano che dà la sveglia con quel suo squillante attacco, tipico del migliore Verdi. Lo segnalo a chi di competenza, perché ci faccia un pensierino.

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