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Bossi e le riforme

21 Luglio 2008 alle 20:13

Antefatto: Bossi dice si a Berlusconi per riformare la giustizia, a patto che contestualmente si perfezioni la svolta federalista. Come asso di briscola, apre a Veltroni sulla possibilità di discutere su come avviarle. Poi, apparentemente con una mossa sensa senso, lo show al congresso liga veneta-lega nord. No, il senatur non è impazzito. Sa che l'animo profondo della lega, della sua lega è rimasto sostanzialmente forcaiolo (ricordate i cappi esibiti in parlamento dai suoi deputati?) e sa che la miglior tattica per mettere a tacere inevitabili mugugni della base, e non solo, per le concessioni che ha negoziato in tema di giustizia consiste nello spostare l'attenzione e canalizzare le pulsioni sanguigne del suo movimento contro i simboli negativi di sempre:stato centrale, Roma ladrona e terroni. Nulla di più, nulla di meno. Questa volta, per ottenere un risultato più concreto, si è spinto fino alla volgarità estrema del gesto immortalato dai media, ma in realtà non ha fatto niente di nuovo o di diverso, nella sostanza,come ogni volta che pensa di potersi trovare in difficoltà.

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