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Per il papà di Eluana

16 Luglio 2008 alle 19:10

Gli articoli sul caso di Eluana mi colpiscono soprattutto per il fatto che il suo papà continua a parlare di "staccare la spina". Che lo facciano i giornali schierati per l'eutanasia non mi sorprende, soprattutto dopo decenni in cui l'aborto è stato definito "salute riproduttiva", la sterilizzazione forzata delle donne del terzo mondo "controllo della crescita demografica" e i forni crematori "pulizia etnica". In fondo, per i sostenitori delle ideologie di morte la menzogna è pane quotidiano. Ma nei riguardi del papà di Eluana, il suo non voler ammettere che non si tratta di uno "staccare la spina" (di un respiratore o di macchine salvavita,) bensì di un atto di soppressione attiva della vita tramite privazione di cibo e acqua, mi induce a credere che il suo comprensibile desiderio di smettere di soffrire (si badi bene, del SUO smettere di soffrire, non di quello di Eluana, della cui eventuale percezione di dolore non sappiamo assolutamente nulla) sia la ragione ultima che gli impedisce di rendersi conto fino in fondo dell'orrore di ciò che sta cercando di portare a termine. Per questo desidero offire una preghiera per lui, affinché i suoi occhi inizino finalmente a vedere e le sue orecchie a sentire, perché non resti cieco e sordo alla Verità dell'Amore.

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