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La fame e la sete…

16 Luglio 2008 alle 20:00

Non c'entrano proprio nulla, anzi è un insulto per tutti quelli che hanno veramente questo problema. Il dramma di Eluana è che vive in un paese in cui c'è un vuoto istituzionale, per il suo caso come per altri. Lasciate stare la natura, che nemmeno c'entra: la medicina, la cura è un fatto culturale, si basa su delle scelte. Non c'è proprio nulla di naturale nel rimanere in vita in condizioni vegetative, ma solo la cultura e sensibilità possono permetterlo. La vocazione democratica del nostro paese dovrebbe garantire che la cultura e sensibilità personali siano rispettate: a questo servirebbe un testamento biologico. Se, come nel caso di Eluana, tale dichiarazione non esiste, ritengo dovrebbe pronunciarsi la famiglia: in assenza di altre istituzioni, la famiglia ha la responsabilità di rappresentare in nostra vece i nostri valori. Se no a che serve la famiglia?

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