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Eluana - Morire con dignità è un diritto inalienabile?

16 Luglio 2008 alle 12:52

Io come "individuo", per prendere quella parola usata da te, Ivano Maroni, ho la libertà di scegliere secondo dovere. Ogni mia libera scelta non subordinata al mio dovere corrode il mio essere e mi diminuisce nella mia dignità. Devo aggiungere che per dignità intendo dire essere, parola, perche io sono quello che io dico, quindi no ci sarà mai una dignità diversa del essere, del mio nome, ovvero il nostro. I diritti sono per definizione una imposizione coatta. No c'è diritto possibile senza coazione di base da Hammurabi, e prima da Hammurabi in poi. La vita, essendo il nostro senso, essendo senso, si costituisce nelle nostre parole. Sarà anche vero che Eluana sembra morta da tanto, e addirittura sarà vero che Eluana ha chiesto di morire, ma toglierle io il respiro per azione o per omissione è un atto di disperazione, come ogni volta ogni uno di noi ammazza qualcuno, sia per motivi "privati", per difenderci o in guerra. Io non ammazzo senza disperazione, senza odiare le parole, ovvero io stesso. Nel togliere la vita a Eluana non riesco a vedere pietà ma disperazione, e se il papà di Eluana ammazzerà la sua figliola, io non li condannerò nella chissà vana atessa mia di non essere anche io condannato per i miei omicidi. Certamente io piango per Eluana, e forse mi dispero, ma Ivano la vita, ovvero la nostra parola, non è un diritto ma un dovere.

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