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Siamo sicuri che sia una questione difficile?

15 Luglio 2008 alle 19:30

Tutto questo parlare di eutanasia, accanimento terapeutico, diritto alla vita, diritto alla morte, pietà, assassinio... Tutte queste persone che pretendono di sapere cosa è vita e cosa non lo è... Tutto questo ripetere che nessuno è in grado di dire quale sia la cosa giusta, che nessuno può decidere, che nessuno sa, che nessuno capisce... Ma è davvero questo il punto? Voglio dire, chi ha deciso che deve essere difficile? Dovrebbe essere una questione di libertà personale. Se io decido che non voglio passare un'ora in chiesa tutte le domeniche non lo faccio, se decido che non voglio passare otto ore in ufficio tutti i giorni cambio lavoro, se decido che non voglio aspettare i 65 anni per andare in pensione mi butto in politica... Ma se decido che non voglio stare anni relegata su un letto, immobile, incosciente, senza comunicare, senza poter compiere nessun tipo di azione attiva, alimentata artificialmente dalle macchine e pesando sulla mia famiglia, beh, allora non posso farlo... In pratica ognuno di noi è libero di decidere ciò che ritiene migliore per sé solo nelle questioni relativamente meno importanti. Quando entrano in campo le convinzioni personali e la libertà di scegliere il senso da dare alla nostra vita (e alla nostra morte) dobbiamo piegarci al volere altrui. Eluana aveva deciso per sé, chi siamo noi per dire che aveva torto? Chi siamo noi per impedire ad un padre di compiere l'ultima volontà della figlia? Caro direttore, dopo questa campagna nessuno sicuramente verrà mai a staccare la sua spina (sperando che non capiti l'eventualità), ma se ci finissi io in coma irreversibile, la prego, venga lei a staccare la mia.

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