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Eluana: chi decide? Risposta a Marco di Mattia

15 Luglio 2008 alle 12:30

Egregio Signor di Mattia, intanto per Eluana ha in concreto deciso il solito Giudice onnipotente, che non è il Padreterno, ma un magistrato. Per questo questa triste vicenda è altamente simbolica. Mi spiego meglio. C'è una persona malata che vive in un letto: questa persona non riesce a comunicare con noi, nè noi con lei. Ma questa persona respira da sola, il suo cuore batte da solo, i suoi occhi si aprono al mattino e si chiudono alla sera. In una parola: questa persona è viva. E' oggettivamente viva, ma ha bisogno di essere dissetata e nutrita. E'esattamente ciò accade per qualsiasi bambino nel ventre della madre o qualsiasi neonato o qualsiasi malato non autosufficiente. La dipendenza da un altro (io ci metteri la "A" maiuscola, ma qui preferisco una laica minuscola) non è del resto una condizione eccezionale, ma, al contrario, la condizione normale di qualsiasi essere umano. Senonchè questa oggettività (respira, il cuore batte e tutto il resto) viene spazzata via dalla circostanza che noi non siamo in grado di metterci in contatto con lei. Non sappiamo se ciò dipende da limiti delle nostre conoscenze o della nostra tecnologia, che ci impediscono di capire se e cosa provi una persona in quello stato. Non sappiamo se l'attuale condizione di Eluana sia realmente irreversibile (vi sono stati casi di risveglio a distanza di moltissimi anni). Ci basta ciò che vediamo in superficie per decretare che quella persona viva non è più un soggetto, ma un oggetto. Un oggetto del nostro desiderio. Avrà pertanto diritto di continuare a bere e a mangiare solo se chi ha la potestas su di lei lo desidera. Ma siamo ormai "civili ed evoluti". Nella nostra società il padre di famiglia non può più esercitare lo jus vitae ac necis senza vincolo alcuno. Serve il timbro del Magistrato (questo sì con una bella "M" maiuscola). Potere del Desiderio e potere dei Giudici: questa è la cifra del tempo che viviamo.

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