cerca

Bolzaneto. Ma che sentenza?

15 Luglio 2008 alle 16:30

E' vero che spesso nei fatti della vita, non tutto risulta essere bianco o nero, spesso sono gli innumerevoli toni di grigio a prevalere. Ma quando parliamo di giustizia, quando alla sbarra ci sono decine di funzionari e pubblici ufficiali con accuse tremende oltre che infamanti, allora nessuno potrebbe o dovrebbe accontentarsi di soluzioni dal netto sapore pilatesco. Delle due l'una: o l'impianto accusatorio regge alla prova dei fatti, ed allora gli imputati, in virtù non soltanto della estrema gravità delle accuse contestate, ma anche della loro particolare posizione e ruolo avrebbero dovuto non solo subire condanne ben più pesanti, ed essere con disonore rimossi d'imperio dalle posizioni rivestite (quale paese serio e democratico potrebbe accettare di delegare la sicurezza dei cittadini ad aguzzini crudeli e sadici?), oppure le accuse sono infondate ed il collegio giudicante ha l'obbligo di restituire a quei servitori dello stato l'onore innanzitutto e poi la serenità, sancita da una sentenza che chiarisca come il loro comportamento fu solo frutto di un comportamento corretto ed ineccepibile, come appunto ci si aspetta da coloro che lo stato servono. Le condanne inflitte ed i risarcimenti riconosciuti hanno pertanto il sapore amaro della beffa e dell'incapacità di fare giustizia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi