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A proposito di Eluana

14 Luglio 2008 alle 14:00

Ieri Andrea di Bologna ha criticato la posizione di quanti "ritengono sia un suo diritto[del padre di Eluana]: decidere per la vita di sua figlia.", schierandosi invece dalla parte dei cattolici. Dunque, se Eluana in vita aveva chiaramente espresso la volontà che ciò fosse fatto, direi che il padre non ha affatto deciso per lei, ha solo compiuto la volontà di sua figlia. E comunque onde evitare che i familiari decidano al posto del diretto interessato sarebbe sufficiente avere la possibilità legale di depositare un testamento biologico. Aggiunge poi che "non c'è giudice, né legislatore, su questa terra, che possa tracciare con sicurezza i confini al di là dei quali una vita non è più da considerarsi degna di essere vissuta.". Su questo sono perfettamente daccordo, perché non sono i giudici o i legislatori a dover decidere questi parametri, ma ognuno deve essere libero di decidere per sè, ed è per questo, a maggior ragione, che un testamento biologico risolverebbe i problemi, lasciando la libertà di morire anche quando non si è in grado di uccidersi da soli, stabilendone preventivamente le circostanze. Sarebbe tutto molto più semplice, e anche più giusto.

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