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Tremonti asserisce ma non garantisce

11 Luglio 2008 alle 10:00

Tremonti ribatte che solo una tassa sui salari non viene traslata su altri (salvo una riduzione di consumi a carico dei commercianti, postillo io), ma non spiega come lui garantisce che non accada per quella su petrolieri e banche. Non avverrà immediatamente e scopertamente, è ovvio, ma insensibilmente e progressivamente clienti e consumatori finiranno per pagarla. Tanto più che i soggetti tassati sono raggruppati in cartelli, neppure scalfiti e anzi legittimati dalla presenza del Garante della concorrenza. Forse sarà opportuno che il Cav., come libero da impegni di immondizie pubbliche e private, si accorga che i suoi elettori si stanno domandando se un PdL statalista e protezionista è quello giusto per loro (occhio alle astensioni nelle elezioni 2009). E magari strappi al neo-europeista qualche concessione sull’Irpef a venire, o almeno moderi i suoi entusiasmi per i ladroni da foresta, la lotta alla misteriosa speculazione e consimili “menate” (come si esprimeva il conciso Giulio di qualche anno fa). Quando fu dimissionato per le bizze di Fini aspirante “regista”, Tremonti commentò in TV: “volevo ridurre le tasse agli italiani, ma me l’hanno impedito”. Subisse ora sorte analoga, lamenterebbe: “NON volevo ridurre etc”?

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