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Su Bellasio – DIO.. IO.. O

11 Luglio 2008 alle 17:10

Nell’intenso articolo di Bellasio sui suoi dubbi laici di fronte a un tribunale, si deduce che dopo la scomparsa della D di DIO, scompare anche la I di IO. Resta una O. Più che una O forse uno zero. L’IO così non esiste più in quanto “Se la mia volontà può essere dedotta da un tribunale, da un altro da me, presunta a partire da fatti e parole mie, per me crolla l’ultimo invalicabile muro di difesa…” Condivido in pieno quando scrive “il pensiero è impenetrabile e se la scelta è irreversibile, la delega non è possibile, perché nessuno può davvero sapere che cosa avrei pensato o voluto io in quel preciso momento. Perché il dolore non è immaginabile finché non lo provi”. Nessuno può immaginare il mio dolore, figuriamoci un Tribunale. D’accordo anche sul richiamo alla RU486 di Rodolfo Lorenzoni, Roma, su Hyde Park Corner a proposito di "I need an abortion". Credo che una parte della nostra civiltà abbia bisogno in questo periodo storico, in mancanza di Auschwitz e Treblinka, di abortire, staccare spine, iphone, far morire di fame e sete, stuprare. Quell’iphone in mezzo, quasi nascosto, subdolo, è voluto. C’entra. E c’entra molto.

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