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La fede atlantica della Turchia

11 Luglio 2008 alle 08:00

Il recente attentato all'ambasciata americana in Turchia è un campanello d'allarme. Tempo fa mi dichiarai contrario all'allargamento veloce dell'Europa a 27 Paesi, in quanto sarebbe stato molto più saggio e, forse, meno demagogico, effettuare un "pit-stop", un controllo, insomma, sulla reale fede europeista dei vecchi partners, formulando, sic rebus stantibus, eventualmente una duplice strada chiarificatrice: Una, per i paesi più "credenti" con il fine di una reale conformazione degli Stati Uniti d'Europa; la seconda, per i meno ferventi, (no euro, no Schengen)con la definizione di affiliati o in Stand-by list per entrare. In pratica sarebbe stata una ufficializzazione di una situazione già esistente di una Europa a due marce, che avrebbe potuto dare spazio ai paesi chiaramente europeisti di correre in avanti, dandosi regole più fortificanti anche ecomicamente, non essendo bloccati dagli interessi particolari o da preconcetti retrodatati di alcuni Paesi scettici. Tra i paesi affiliati all'Europa, avrei già da tempo incluso la Turchia, forse, paradossalmente prima di altri paesi del nord-est Europa. La pluridecennale fede atlantica dimostrata con la Nato, la serietà, l'affidabilità e competenza politico-militare, le leggi, forse, più laiche d'Europa, l'avversione al fondamentalismo religioso, hanno fatto di questa nazione, prima, il baluardo contro il blocco sovietico e poi, contro l'avvento dell'integralismo islamico. Purtroppo, proprio da nostri politici, che hanno speculato sia da destra che da sinistra, avversando quel governo "forte", hanno fatto sì che elementi oltranzisti locali, definiti ipocritamente "moderati", avessero modo di parlare contro un'occidentalizzazione ulteriore. Fortunatamente la Costituzione scritta dal pater patriae Kemal Ataturk è ancora valida e c'è ancora chi la fa rispettare, anche conro i presunti moderati. Ricordiamo agli intellettuali nostrani di sinistra che i militari in Turchia sono i guardiani di quella Costituzione che non prevede alcuna discriminazione per razza, sesso o colore e dobbiamo a loro se quel paese non è diventato ancora un corridoio diretto per i terroristi mediorientali (finora). Tergiversare troppo significa far infiltrare tra i militari elementi oltranzisti! Aiutiamo quel Paese con una particolare chiave di lettura: tra i paesi arabi, è la Turchia che utilizza la parola Democrazia col significato più vicino a quello dato dal mondo occidentale e non dimentichiamoci che, anche per un pezzetto, ma la Turchia è in Europa!

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