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Vita e morte

10 Luglio 2008 alle 19:20

Voi la chiamate sentenza di morte, io la chiamo difesa della dignità della persona: chi ha ragione? Non lo so, da buon relativista non ho verità assolute da insegnare (sarebbe interessante un bel dibattito sul concetto di verità: quando lo possiamo fare? Vi aspetto), tranne una: pretendo assolutamente, dogmaticamente il rispetto delle mie idee quando non entrano in conflitto con il patto sociale (leggi giustizia) e con l'altrui libertà. Se uno crede che la vita sia un dono divino, libero di trarne tutte le conseguenze che vuole: perchè obbligare me, non credente, ad adeguarmi alle sue convinzioni? Se mi sbaglio, me ne assumerò tutte le responsabilità il giorno del giudizio al cospetto di dio. Pertanto, tornando al nostro caso, io rispetto sia chi stacca la spina sia chi non la stacca: sono due posizioni di eguale dignità che dovrebbero convivere serenamente in uno stato laico non confessionale.

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