cerca

Vita

10 Luglio 2008 alle 15:45

Cari lettori de "Il Foglio" sono uno studente in biologia alla facoltà di Scienze Biologiche di Perugia. Vorrei esprimere,anche se dal tratto grossolano data la mia non abitudine,la mia voce fuori dal coro rispetto la vostra posizione in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Il mio percorso di studi mi ha portato a rapportarmi con le più varie strane e a prima vista banali ed "inutili" forme di vita. Solo dopo una attenta riflessione sono riuscito a capire la loro importanza attraverso la FUNZIONE che esse svolgono all'interno di un ambiente e la loro CAPACITA' DI INTERAGIRE con una comunità. Con questo voglio dire che al termine VITA bisogna dare un valore che non può essere quello di un corpo giacente immobile su se stesso incapace di relazionarsi e perfino di nutrire la propria esistenza,incapace di lasciare un orma pur che minima del suo presenza. La VITA in quanto valore e bene più alto che ci appartiene va tutelato difeso, definito senza paura di calpestarne la sua sacralità;definire lo stato di Eluana “vegetativo” non è corretto significa non reputare un vegetale vivo quando lo è benissimo in quanto un vegetale è capace di autoalimentarsi, interagire con lo spazio circostante, modificarlo e addirittura muoversi tutte cose che le persone come Eluana hanno perso da tempo. Il progresso scientifico deve cercare di migliorare la QUALITA' della vita non produrre stati d'essere che con la VITA hanno poco se non pochissimo a che vedere e che creano solo flebili se non inesistenti speranze La VITA a differenza della ETERNITA' ha in se la condizione che sia finita temporalmente ed è questa sua fine,la MORTE,che la rende preziosa unica, immensa nella sua bellezza. Spero di non aver offeso nessuno con queste righe e se ciò fosse successo chiedo scusa in anticipo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi