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Eluana - pietà?/amore?/egoismo?

10 Luglio 2008 alle 18:15

Mi spiace scrivere questo ma la verità è che a nessuno piace soffrire e sacrificarsi e farlo per 16 anni è veramente dura: in famiglia abbiamo assistito mio papà malato di Parkinson e totalmente bisognoso di assistenza 24 ore al giorno per tanti anni: forse ancora più di 16, ho i titoli per poterne parlare. Qui non si tratta di diritti, di ultime volontà, bensì del fatto di non avere più la forza e la volontà di sacrificare la propria vita nell'assistenza al bisognoso: si tratta che si è persa l'umanità della cultura del sacrificio. Assistere mio papà con fatica, dedizione, rabbia, amore ha fatto di me una persona più forte: capace di distinguere nella vita ciò che conta davvero, e l'unico rimorso che ho è quello di non essergli stato vicino abbastanza in certi momenti. Qui condannano una ragazza a morire di fame e di sete: non ci sono respiratori che la tengono artifialmente in vita: smetteranno di nutrirla: perchè non c'è più nessuno che accetta di sacrificarsi per lei. Questa è la verità: molto amara, anche comprensibile visti i tempi. Ma chi siamo noi per prendere queste decisioni ? Che titoli abbiamo per rifiutare la vita e le prove che ci vengono offerte ? Sono molto triste per questa vicenda. Leggo commenti favorevoli a questa decisione: in verità rifiutiamo amore scambiandolo con egoismo mascherato da pietà. E ci resteranno solo rimorsi.

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