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Ora sì che siamo in un paese democratico

9 Luglio 2008 alle 14:34

Finalmente oggi, dopo la democraticissima manifestazione girotondina di Piazza Navona, l'Italia può dirsi pienamente democratica. Cosa ne sarebbe stato di questo paese se centomila persone (che nella realtà saranno state ventimila) di buona volontà non fossero scese in piazza per difendere la costituzione e la democrazia? Centomila persone possono sembrare tante ma fermandosi a fare due conti non sono altro che lo 0,16 per cento della popolazione italiana e c'è da chiedersi qual è il significato di una percentuale così risibile di partecipanti, soprattutto quando in gioco c'è, a quanto si dice, la tenuta democratica e costituzionale del paese. Forse è proprio questo il punto, forse non c'è davvero nessun problema democratico. E se anche ci fosse, al di là dei numeri, la qualità di quelli che sono intervenuti sul palco non fa davvero ben sperare per un risorgimento democratico del paese. Visto che devo essere democratico non voglio fare di tutta l'erba un fascio e quindi è giusto tenere in diversa considerazione persone come Rita Borsellino, Ovada, Andrea Camilleri ed altri. Questi infatti, seppur con asprezza e determinazione, hanno espresso le loro idee con spirito davvero democratico. Purtroppo però chi ha trascinato e fatto esultare il ben 0,16 per cento del paese presente alla manifestazione non sono stati loro ma altri, altri che per democrazia e per persone democratiche intendono solo quelli che la pensano come loro,che parlano come loro e che si atteggiano come loro. Ovviamente mi riferisco a Travaglio e soprattutto alla Guzzanti. Per quanto rigurda Travaglio ormai ci siamo abituati da tempo alle sue invettive contro tutti. Per un uomo abituato a vedere il mondo in bianco e nero, non considerando la complesssità della realtà in cui ci si deve muovere, è facile dare del disonesto a chiunque gli passi a tiro. Cosa c'è di più democratico di questo? Poi c'è la Guzzanti, la democraticissima Guzzanti, così democratica nell'anima che non si risparmia ad insulti e volgarità contro un ministro della repubblica. Così democratica che non risparmia nemmeno figure religiose come il Papa, guardandosi bene però dall'aver fatto un benchè minimo accenno a Maometto e altri in tutta la sua illustre carriera. La Guzzanti è forse una delle migliori espressioni della sinistra dura e pura di questo paese. Una sinistra che chiede fino a sgolarsi ai propri "capi" di dire qualcosa di sinistra,ma che non accetta che un Papa dica qualcosa da "Papa". Eh no, Benedetto XVI per essere apprezzato da gente così democratica deve necessariamente andare contro duemila anni di tradizione religiosa, mentre non ci sono problemi se altre confessioni vivono ed agiscono come seicento anni fa, soprattutto in termini di punizioni. Travaglio e la Guzzanti fanno finta di non sapere che in un paese a grave rischio democratico non sarebbe stato permesso loro di parlare e certamente non con questi toni. Soprattutto la Guzzanti, forse in questo momento non avrebbe più la testa sulle spalle se invece del Papa ci fosse stato qualche altra autorità religiosa a sindacare sulle sue parole. Nel paese antidemocratico e clericale che è il nostro ci si limiterà invece ad una querela. Come qualsiasi altra manifestazione,anche quella di piazza Navona è stata certamente una prova di partecipazione democratica, sebbene limitata nei numeri. Purtroppo è stata "invalidata" da personaggi che non hanno ancora capito che non solo il merito (anche condivisibile per certi aspetti), ma anche il metodo deve essere di stampo democratico. Di Pietro e i girotondini probabilmente si staranno leccando le ferite, Travaglio&Co continueranno senza dubbio a ritenere di avere ragione e la verità in tasca, e il PD si rincuorerà di non aver partecipato. Chi invece gongolerà sarà il Cavaliere, che avrà adesso diverse frecce al proprio arco per poter affermare come il fascista non sia lui, ma bensì gli altri.

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