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Impronte

9 Luglio 2008 alle 16:00

Sono un cittadino incensurato di 31 anni. Ricordo molto bene che circa 13 anni fa, nel corso della patetica visita di leva obbligatoria, ho lasciato su un foglio giallastro le mie impronte digitali, chieste senza molta cortesia da un sergentino preposto alla gestione di quella ventina di diciottenni. Ora. Perchè io, cittadino incensurato col pieno godimento di tutti i diritti civili e politici, devo avere una copia delle mie impronte digitali persa in un qualche scatolone di un qualche sotterraneo di una qualche caserma e custodite dal Ministero della difesa, mentre cittadini stranieri, presenti in Italia illegalmente (clandestini), potenzialmente delinquenti sicuramente non meno di me, dovrebbero offendersi nel lasciare una macchia di inchiostro su un foglio giallastro?

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