cerca

Giustizia

9 Luglio 2008 alle 16:45

Cosa mi piacerebbe leggere: mi piacerebbe leggere, sulla stampa nazionale, soprattutto su quella a grande tiratura, una vera offensiva a difesa della Giustizia, di quella giustizia di cui siamo tutti preoccupati. Della giustizia di cui ognuno di noi cittadini sente il vero bisogno. Eppure il problema sembra normale e tutto sommato semplice. In pratica ognuno pensa che che chi delinque deve essere punito, e messo nelle condizioni di non arrecare altro danno alla società. Ma evidentemente questo semplice dato di fatto, questo innegabile bisogno e principio sembra essere dimenticato, superato da sempre nuovi finti obiettivi. Quindi noi regolarmente dobbiamo sentirci spiegare che dobbiamo capire, dobbiamo perdonare, dobbiamo in effetti accettare delle palesi ingiustie in nome del bene comune; quale? qualcuno per cortesia me lo spieghi. Nella evidente crisi della giustizia italiana, dove i processi non arrivano a conclusione in tempi ragionevoli, dove la certezza della pena è sostituita dalla certezza dell'impunità, siamo giornalmente costretti ad assistere al desolante spettacolo di un dibattito sul niente. I magistrati, o meglio quella minoranza di magistrati a cui si da sempre voce e diritto di tribuna anche per colpa della maggioranza che accetta e non dice niente, si offendono per la lesione del loro sacrosanto diritto all'indipendenza quando la politica suggerisce che forse sarebbe meglio che certi processi si fermassero tanto non porterebbero a niente comunque, in favore di altri. Possibile che nessuno insorga (termine molto di moda ultimamente) contro tutto questo. Vorrei sentire la voce forte e chiara di qualcuno che dica che così non va, che non si può accettare una simile situazione che è la negazione della giustizia vera. Dov'è il consiglio superiore della magistratura che imponga ai suoi rappresentati il rispetto innanzi tutto per la giustizia, che imponga il rispetto di tempi logici per i processi, che faccia direttamente le scelte del caso senza aspettare la surroga da parte della politica, che imponga la giustificazione e le conseguenti sanzioni per decisioni ovviamente assurde, come la libertà per il camorrista che ha avuto modo di uccidere ancora. Vorrei che qualcuno incalzasse senza tregua cose di questo tipo, vorrei che chi non compie il proprio dovere, pagasse questa inadempienza. In pratica vorrei che da parte di chi ha il potere di controllo, come la stampa, questo potere fosse esercitato in modo da rispondere ai sentimenti veri e condivisi della società. Vorrei che il principio di responsabilità fosse perseguito fino in fondo perché non esiste libertà senza responsabilità. Ma tanto so che contiuerò a leggere delle intercettazioni, di quello che A ha detto a B, di quello che pensa Grillo (pensa?) o la Guzzanti. Devo rassegnarmi?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi