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Risposta a Franco Castelli - Una vita autenticamente democratica

7 Luglio 2008 alle 18:15

Il giudizio molto critico del sig. Franco Castelli sugli intellettuali di sinistra o "girotondini" non mi trova d'accordo, e non è vero (almeno non per tutti) che essi pretendano di conoscere a priori la "Verità" avocando a sé la capacità di rappresentare la volontà di una parte del popolo senza interpellarlo. Sarebbe-come dire- troppo semplicistico. Generalmente, invece, se ci si fa caso, le loro manifestazioni sono precedute da assemblee molto partecipate, in cui raccolgono gli umori e le idee di coloro che ne condividono la linea di pensiero e politica, per dare poi espressione, tutti insieme e in modo pacifico, ai movimenti di piazza dove il popolo, o almeno gran parte di esso, chiede a gran voce una giustizia che sia uguale per tutti e comportamenti trasparenti, senza ambiguità di sorta, da parte di chi è preposto al governo del Paese. Il paragone con i modelli arcaici delle "società antiche" o con "le società islamiche" dei nostri giorni è fuori luogo, dato che in quelle mancava del tutto e manca il concetto di democrazia, mentre nel nostro Occidente e nel nostro Paese esso è ben radicato, e, soprattutto, è scaturito dalla tradizione dell'Italia del dopoguerra che il signor Castelli inopportunamente definisce "spregevole". Oggi fortunatamente la democrazia è a fondamento della nostra società anche se non è perfetta; e proprio perché in essa non si determinino pericolose incrinature che potrebbero minarne la solidità, vi è una gran parte di popolo, fra cui gli intellettuali di sinistra, che in alcune occasioni si sente spinta a scendere in piazza per rendersi visibile (caso mai ce ne fosse bisogno!) e dare libera espressione alle proprie esigenze di una vita autenticamente democratica

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