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L'intellettuale italiano ha sempre ragione

7 Luglio 2008 alle 14:00

Quel gruppo di intellettuali "girotondini" che non si cura di sottoporsi al giudizio del popolo attraverso la candidatura alle elezioni, ma ciò nonostante ritiene sempre e comunque di rappresentare il sentire della gente, non è altro che la continuazione, seppur in forma di appendice rinsecchita, della spregevole tradizione dell'Italia del dopoguerra secondo cui l'"intellettuale", tale o autodichiaratosi tale e generalmente membro di una "intellighentia di sinistra," conosce la Verità. L'intellettuale italiano sa cosa è Giusto e cosa è sbagliato, a prescindere da cosa la gente ne pensi e ne dica. E tanto è convinto di conoscere la Verità, che non sente il bisogno di sottoporre la "sua" verità al giudizio del popolo. La sua non è un'opinione, un'idea politica, una visione o un modello di società. La sua è la Verità. L'intellettuale italiano si sente un vate, di dannunziana memoria. Peccato, tuttavia, che tutte le verità propugnate per lustri da codesti intellettuali (una volta l'intellighentia, oggi meri "girotondisti") siano state smetite, in alcuni casi disastrosamente, dalla storia. Verità errate, false verità che sono servite da fondamenta per la commissione di crimini orrendi contro l'umanità. Eppure, l'intellettuale italiano ha sempre ragione. Tutto ciò, visto da un paese come gli USA, dove nessuno conosce la verità e perfino i giudici della Corte Suprema emettono opinions e dissenting opinions (proprio perché neppure un giudice della Corte Suprema può pretendere di conoscere la verità, ed è ritenuto ovvio che i suoi colleghi possano non essere d'accordo con lui), ebbene tutto ciò appare davvero primitivo, ricorda quelle società antiche in cui pochi dotti avevano il monopolio della Verità (o, anche, le società islamiche contemporanee in cui una cricca di mullah si ritiene depositaria della verità). E i grandi vati-intellettuali italiani che sanno cosa è giusto per la società e non ritengono di dover sottoporre le loro idee alla populace, ricordano quei bambini viziati, abituati a sentirsi sempre dare ragione da mamma e papà, e che la prima volta che si ritrovano a dover confrontare le proprie idee con quelli degli altri, semplicemente se ne vanno, con fare altezzoso, ma con l'animo imbronciato.

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