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Il Cav. e le intercettazioni

4 Luglio 2008 alle 14:30

Berlusconi ha rinunciato a presentarsi a "Matrix" dicendo: "è inopportuno"..." basta gossip"... ecc..; finalmente ha capito che usare i suoi canali televisivi per chiarire situazioni personali, vere o presunte, è alla fin fine controproducente perché gli si dà poco credito. Alla maggior parte degli italiani,del resto, poco importa conoscere il contenuto di intercettazioni in questo caso piuttosto vacue e perfino risibili, che molto dicono sulla sua influenza nel mondo dello spettacolo (e chi poteva dubitarne?) e niente hanno a che fare (meno male!) con problemi ben più importanti del nostro Paese. Ma poi perché servirsi della TV di sua proprietà per "scagionarsi"? Per mettere una volta di più in risalto la sua, definiamola così, "onnipotenza"? Ma il discorso più in generale delle intercettazioni non è di poco conto e va affrontato a livello istituzionale, perché se è vero che molto spesso le intercettazioni servono solo ad alimentare pettegolezzi squallidi, è altrettanto vero che non di rado contribuiscono a mettere in luce fatti gravi, che forse non verrebbero mai a galla senza il loro uso. Tutto sta nella misura equilibrata con cui ad esse si deve fare ricorso, e nell'intelligenza con cui devono essere"lette". Ed è questo il vero nodo da sciogliere. In ambito istituzionale, appunto.

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