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Val di Susa: la ferrovia virtuale

2 Luglio 2008 alle 15:20

Forse pochi sanno che l’attuale Amministratore Delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, è stato il grande artefice dell’accordo fra TAV e le amministrazioni locali di Emilia e Toscana, che ha permesso di fare partire i lavori della ferrovia Bologna-Firenze. Anche lì si trattava di superare la dura opposizione delle popolazioni interferite e, in particolare, del Mugello, molto simile a quella della valle di Susa. Moretti riuscì nell’intento perché esistevano due condizioni di base: la struttura del vecchio Partito Comunista ancora egemone nelle istituzioni e nella società locale e la disponibilità governativa a finanziare opere di compensazione anche molto lontane dalle competenze ferroviarie. Le recenti dichiarazioni di Moretti ci fanno pensare che egli, alla luce della precedente esperienza, sia convinto che queste due condizioni, nel caso della valle di Susa, non ci siano: oggi non c’è più alcun partito in grado di egemonizzare il “movimento” e di far digerire gli accordi di vertice (se non distribuendo risorse, come sta provando a fare la Provincia) e, soprattutto, non ci sono i soldi per realizzare i disegnini colorati che l’arch. Virano ha fatto balenare davanti agli occhi dei Sindaci. Anzi, sembra dire Moretti, non ci sono nemmeno i soldi per fare la ferrovia, quando chiede “un contributo a tutti quelli che avranno dei benefici economici dopo la realizzazione dell’infrastruttura”. L’accordo di questi giorni è politicamente importante nel clima generale di dialogo bipartisan, in quanto realizzato da un ex-comunista nominato da Berlusconi e da un uomo delle autostrade convertito alla centralità della rotaia, ma, da un punto di vista pratico, solo i ferrovieri sanno come si fanno le ferrovie. E il capo dei ferrovieri dice “non c’è nulla di concreto. Non c’è uno studio di fattibilità. Sarà necessario dare all’accordo un aspetto concreto, tenendo conto che il fattore tempo non è secondario.” Poiché l’accordo prevede “con i piccoli passi di grosse scarpe” di avere il tracciato definitivo a fine 2010, se ci saranno i finanziamento, la linea entra in funzione nel 2029-30. Sperando nella Provvidenza, io avrò 84 anni, Virano 86, Chiamparino 82: se il treno sfreccerà in val di Susa, controlleremo, con i Quaderni dell’Osservatorio in mano, se le previsioni di traffico concordate con i sindaci erano state azzeccate.

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