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Pessima Rai all'estero

2 Luglio 2008 alle 13:10

Ho girato per una quindicina di giorni per il Nord Europa: tra la Polonia, Repubblica Ceca e Repubbliche baltiche fino a Tallin in Estonia. La sera con i miei colleghi ci riunivamo per vedere le partite dell'Italia al Campionato europeo di football, ma non sulla Rai 1, canale che generalmente viene proposto negli alberghi europei, in quanto, immancabilemte, le partite con commento italiano erano criptate. Ci dovemmo accontentare di vedere gli incontri con quelle lingue dure locali. Certo, i vari lavoratori o turisti o studenti (che abbondano d'ovunque)riuniti nei bar od alberghi erano liberi di farsi una propria idea dei fatti, ma indubbiamente la voce che commenta: "...i nostri azzurri vanno all'attacco..." ci mancava. Peccato, quella azione e funzione sociale che la Rai dovrebbe avere nel proprio statuto viene disattesa proprio nel momento cruciale nel quale, invece, dovrebbe riunire sentimentalmente gli italiani all'estero. Poi l'Italia calcistica non ha fatto una bella figura e ci siamo un po' disinteressati dei successivi incontri, limitandoci a vedere delle sintesi in lituano ed estone, ma l'amaro in bocca è rimasto comunque egualmente. Incuriosito dello svolgimento dei programmi della Rai, allora, ho imparato che alle sei e mezzo del mattino, invece di fornire notizie utili, invece di mostrare qualcosa di culturalmente piacevole di italiano,... vi sono dei telefilm di Zorro. In considerazione del fatto che è il canale italiano presente all'estero, Rai1 (o Rai2) dovrebbe essere un biglietto da visita imperniato su attività, storia, avvenimenti, fatti, cronaca di quanto è avvenuto ed avviene (di bello) in Italia, contrastando, magari, le news straniere che, del Bel Paese, fanno vedere ancora la "munnezza partenopea" i fattacci commessi dagli zingari, gli sbarchi a Lampedusa e DiPietro che dà del magnaccia al Premier. La Rai dovrebbe essere una continua vetrina dell'Arte, della produzione culturale e scientifico-industriale, dell'immagine, del paesaggio, della natura, in pratica del turismo e del made in Italy. Pertanto, basta con quei giochetti spargisoldi prima e dopo il telegiornale, basta con telefilm penosi, basta con le ricette e le freddure dioppiosenso e limitiamo le scontate insulse fictions e introduciamo in quella fascia pre-TG serale quelle rubriche che raccontavano i fatti del giorno, del passato prettamente italiano... Bisogna rendere all'italiano all'estero, tramite questo canale pubblico, un servizio informativo e culturale dandogli la sensazione che sta assistendo non ad un canale tematico specialistico per una persona diversa all'estero, ma che sta seguendo ciò che tutti gli italiani stanno vedendo. Guardando la Rai all'estero mi sono reso conto della inconsistenza, della leggerezza, dell'inutilità e sguaiatezza, a volte, dei programmi messi in onda. D'altronde in Italia se volete vedere la Storia di Roma (a parte Piero Angela e figlio) bisogna vedere i documentari redatti da americani che raccontano a noi abitanti di Roma come si viveva a Roma duemila anni fa.

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