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Autodeterminazione

2 Luglio 2008 alle 19:55

A proprosito di aborto, meglio ancora, a proposito dell’insidacabile diritto della donna alla propria autedeterminazione. Così viene chiamato il diritto alla scelta se abortire o meno. Tempo fa, una puntata di “Forum" in tv, parlava proprio di questo. Una signora chiedeva i danni al medico per non aver visto, con la diagnosi prenatale, la malattia del figlio, affetto da nanismo. Ebbene, se avesse saputo avrebbe deciso. Io vidi solo la fine della puntata, ascoltai la lettura del dispositivo da parte del Giudice, perciò non so che cosa la signora avesse dichiarato quanto alla decisione che avrebbe potuto prendere circa la nascita della creatura. So però che il giudice condannò il medico al risarcimento danni quantificato in via equitativa in oltre un milione di Euro, per la violazione del diritto della donna all’autodeterminazione eccetera eccetera. Il programma era una finzione, ma sono state emesse molte sentenze in Italia con questo contenuto e sono temi che verranno trattati sempre più spesso dai nostri Tribunali. Quando vidi il programma scrissi un post a un amico e ne venne fuori una rilessione. Val la pena ripeterla, forse. Dietro a tutto questo accampare diritti e autodeterminarsi c’è un paradosso agghiacciante, che non riguarda il diritto della donna in sè, ma quello che ne consegue in un sistema come il nostro. Quel bambino, quello della sentenza di Forum nel nostro mondo evoluto e “morbido”, attento a non urtare nessuno con termini crudi, anzi, crudeli, non verrà mai chiamato “nano”, la maestra a scuola sicuramente riprenderà e punirà chi userà questo termine per lui, tutt’al più affetto da handicap, no, non si dice nemmeno così, disabile (disabile in cosa?), insomma tutto ma non "nano". Il nostro mondo edulcora le forme, distoglie l'attenzione dalla sostanza. Come la mettiamo con la verità? Nel frattempo però qualcuno potrà raccontare al piccolo che se è nato è stato per l'errore di qualcuno, anzi di più, che la madre ha chiesto e ottenuto il risarcimento dei danni sofferti, proprio perché lui, affetto da nanismo, non "nano" (per carità sarebbe offensivo), è nato. Io lo trovo terribile.

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