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Una prassi che rende superfluo l'ideale

25 Giugno 2008 alle 12:50

Se l'Iraq è stato davvero uno "spartiacque" lo è stato esclusivamente in funzione del suo impatto nel dimostrare la capacità/volontà dell'Occidente di appunto, usando la sua formula, "tenere in pugno il mondo", un esercizio che ha dunque allineato l'Occidente con quell'istinto di autoconservazione, di 'potenza', che ha da sempre caratterizzato entità politiche in posizioni egemoniche. Non vi è nulla di particolarmente 'eroico', 'ideale' nel difendere i propri interessi economici e geostrategici nazionali, e se fosse stata davvero la questione de "l'identità occidentale" ad aver ispirato gli autori della guerra in Iraq saremmo qui a discutere precipuamente di Wahabbismo, di Arabia Saudita, e non di Ba'athismo. Come anche le precedenti battaglie contro il Nazionalsocialismo (autarchico, imperialista) ed il Comunismo sovietico (ancora : autarchico, imperialista) hanno dimostrato, la specificità storica dell'agire egemonico americano è situata non tanto nelle radici di questo agire, quanto nei suoi effetti: un agire di natura essenzialmente 'egoistica' il cui effetto "collaterale" è stato, e continua ad essere, una diffusione di maggiore libertà, stabilità, prosperità, e dunque, salvaguardia del "nostro modo di vita", globalmente.

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