cerca

Sulla difficoltà di conciliare la realtà con i modelli astratti del pensiero (anche di quello interessante)

24 Giugno 2008 alle 18:30

Dall’intervento del Prof. Mancuso, pare proprio che per il Presidente Bush viga una condizione di primato della volontà sulla forza vincolante dell’ineluttabile. Una guerra, quella dell’Iraq, orba di necessitas e figlia di un iperuranico processo di bootstrapping del "voglio" bushiano. Al contrario, l’attuale Pontefice è morbida cera nelle mani del fato e questo fa necessariamente di lui un gregario non dissimile, sotto questo aspetto, dai portabandiera del servilismo di destra che allineano fra i banchi dell’attuale maggioranza (anche se un residuale principio di voluntas pare insinuarsi nella ponitificia scelta del guardaroba). Alle spalle (un po’ curve) di Benedetto XVI, si erge, nell’immaginario del teologo, la figura del precedente Capo della Chiesa Cattolica, titanico nel suo scontato rifiuto di incontrare il mostro di oltre Oceano (rimane da chiarire, però, se di necessitas si trattò quando Wojtyla strinse le mani di Arafat e di Tareq Aziz, o pur sempre di autonoma determinazione). "Ananche free" anche il marine americano che, nella notte di Bagdad, sparò, in preda al terrore (naturalmente autodeterminato), contro un veicolo che si muoveva a tutta velocità per le strade buie di una città in guerra e notoriamente disseminata di kamikaze (questi ultimi spinti a necessarie scelte estreme dall’iniziale sfregio Bushiano al principio di ineluttabilità). E del resto, la causa scatenante della serie di eventi che, in modo irresistibile, portò a quella autonoma scelta di premere il grilletto fu ancora il fato, ferreo trascinatore della giornalista italiana in quelle terre martoriate (nonostante i reiterati inviti a non recarvisi lanciati dalle autorità). Quel tragico episodio si sta dimostrando un’autentica disgrazia anche per la Cassazione, costretta a mettere a nudo tutto il suo miserevole essere foglia in balia delle linee di forza del ciclone. Il riferimento all’ambiguo passato affaristico del premier è ormai d’obbligo. Non ci si fa più molto caso, come accade per la vecchia tappezzeria della nonna. Naturalmente c’è ampio spazio per ipotizzare che lo spirito, nell’ inconscio svolgersi che tutto modella, abbia lasciato, anche in questo caso, ampi margini di cosciente autodeterminazione. E poi si sta ancora a discutere della possibilità di conciliare i modelli astratti del pensiero con la vita di tutti i giorni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi