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Il disprezzo, l'odio contro

24 Giugno 2008 alle 12:45

Da italiano nato negli anni '60 sono cresciuto a pane e calcio. Una cosa che fin da ragazzo non ho mai capito è il tifo contro, l'odio verso un'altra squadra; a me poteva non piacere una squadra, essermi addirittura antipatica e se giocava contra la mia pregavo perchè perdesse, ma tifargli contro, odiarla sempre anche quando magari giocava in campo europeo contro non italiane questo proprio non lo capivo. Così da adulto non sono riuscito mai a capire l'odio, il disprezzo verso coloro che non fanno parte del mio gruppo, coloro che non la vedono come me. Io dico la mia, ho il mio pensiero, il mio modo di vedere, la mia religione ecc. te dici la tua, hai il tuo pensiero, la tua religione ecc. stop, finisce qui, questo è vivere in uno stato libero e democratico; dove il voto del popolo è sacro e la maggioranza decide. Nel limite della libertà altrui soprattuto senza sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Non ci deve essere un pensiero di elite che crede di essere comunque superiore e che disprezza l'avversario; che magari inneggia alla pace ma che poi odia l'avversario che non la pensa nello stesso modo e che vuole solo confrontarsi senza rappresentare nessuna minaccia alla integrità fisica di alcuno. Ecco, questo tipo di pensiero, secondo me, non è democratico ed è l'anticamera di nuove dittature.

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