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Siamo tutti hipster

23 Giugno 2008 alle 19:15

Dopo aver letto nel Foglio degli hipster di Brooklyn ho capito di aver trovato un agglomerato umano d’appartenenza. Oltre agli aspetti marginali quali aspirare alle arti, portare capelli sciolti + vestiti corti e non considerare un uomo che in un locale affollato ti abbia fissato in adorazione per meno di un quarto d’ora, mi sento hipster nell’anima per il lavoro. Niente di più bello che dichiarare invece del mestiere alimentare quello dei sogni. Nell’articolo si narra di giornalisti che si comportano da scrittori, editor da giornalisti e comunque nessuno che sia quel che dice di essere.

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