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L'inizio della fine dell'unanime consenso internazionale all'antiberlusconismo per via giudiziaria

23 Giugno 2008 alle 14:45

E' una svolta. Cristopher Caldwell sul Financial Times di venerdì lo ha finalmente scritto, chiaro e tondo. Pur riportando in margine una serie di osservazioni sul Berlsuconi che utilizza il suo potere a proprio favore, l'articolo sposa tesi portate avanti da quindici anni sull'anomalia giudiziaria italiana. "L'Italia - come gli Stati Uniti - sono un paese dove il potere giudiziario è altamente politicizzato". Non solo. "Da quindici anni i giudici hanno goduto di un grado di potere, unico nell'ovest. Nei primi anni 90, quando gi italiani percepirono che non potevano più tollerare il reato di concussione, che era stato una parte regolare della politica della guerra fredda, giudici ambiziosi decapitarono la leadership dei partiti principali in processi di corruzione. La purga dell'Italia nel post-guerra fredda fu più dura di quella accaduta in molti paesi comunisti. In effetti si realizzò una reggenza giudiziaria sugli eletti (politici) da parte di giudici che mettevano il veto alla classe politica di nuova generazione. Nel lungo corso, tale potere non è sano per la democrazia, ed è una delle ragioni per cui gli italiani sono arrivati a non fidarsi del potere giudiziario. Un sondaggio pubbicato sulla Repubblica, giovedì, ha mostrato il 35 % degli italiani avere fede nella magistratura, contro il 59 %". La traduzione dell'articolo sarebbe da pubblicare per intero su tutti i giornali davvero democratici.

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