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I colletti bianchi, la scuola e l'etica professionale

23 Giugno 2008 alle 17:00

Negli ultimi tempi abbiamo visto quante persone laureate che hanno, perciò, frequentato l’università, delinquono. Vediamo medici, ingegneri, giudici, deputati, manager, tanti colletti bianchi, che si dimenticano dell’etica professionale per arricchirsi illecitamente tramite la professione che esercitano. Una volta, a un giovane che si era appropriato di un lavoro intellettuale non suo, chiesi se a scuola non avesse studiato l’etica. Mi rispose che a scuola avevano cose più importanti da fare, che apprendere l’etica. Mi venne in mente così la risposta che diede il De Sanctis agli studenti del Politecnico di Zurigo che gli chiedevano perché dovevano imparare la letteratura se studiavano da ingegneri ed erano destinati a costruire ponti. Il De Sanctis rispose: «Perché prima di essere ingegneri, voi siete uomini». Questa frase è scritta sulla medaglia d’oro che porta al collo il Rettore del Politecnico, quando in una grande cerimonia, si veste in pompa magna. C’è, ancora oggi, chi ti risponde che ci sono cose più importanti a scuola che parlare dell’etica professionale. Poi ci lamentiamo che quando questi giovani conseguono una laurea e vengono messi ad un posto di responsabilità, usano questa posizione per arricchirsi, o per fare arricchire parenti e amici, alla faccia della giustizia e... appunto...dell’etica professionale di cui non hanno mai sentito parlare né a scuola, né a casa loro. Ho sentito anche gente che, di fronte a un caso di palese aiuto ingiusto a parenti per fargli ottenere posti, mi dicono: «Se venisse un altro come dirigente farebbe la stessa cosa». La mentalità delle persone al Sud si è così abituata all’ingiustizia, che la scusa, pur di scusare i propri beniamini politici. Sarebbe come dire: «Cosa ti lamenti che quel personaggio pubblico ruba, se viene un altro al suo posto farà la stessa cosa". Ma perché mettiamo proprio quelli? Se si presenta uno onesto perché non lo votiamo? Evidentemente perché noi stessi vogliamo avere più una persona che fa favori, che una che applica la legge con giustizia. Pensando così, siamo tutti responsabili del degrado del Sud.

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