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Donadoni sì. Abete no!

23 Giugno 2008 alle 15:30

Dopo la sconfitta ai rigori con gli spagnoli tutti vogliono la testa di Donadoni chiedendo a gran voce Lippi. Niente di strano, gli allenatori sono sic et simpliciter dei capri espiatori ideali dietro i quali si mascherano responsabilità altrui. Questa sconfitta, come la mancata assegnazione degli Europei a vantaggio di Ucraina e Polonia è figlia dello scarso peso politico delle nostre istituzioni calcistiche. Ormai ci pigliano a pesci in faccia...basti vedere come ci hanno trattato gli arbitri nelle prime due sfide del girone eliminatorio... E Abete che fa? Diceva don Abbondio:"Se uno non ha il coraggio non può darselo da solo". Ma perché nel nostro Paese si va avanti sempre alla carlona senza dare mai spazio ai meritevoli. Abbiamo fior di ex giocatori che potrebbero assolvere il ruolo di Presidente della FIGC godendo di rispetto e prestigio internazionale. Un esempio su tutti, Gianni Rivera, persona competente di calcio (ex pallone d'oro) e con una carriera politica alle spalle (deputato in più legislature). A questo punto, parafrasando Lubrano, la domanda nasce spontanea: "Perché non ci teniamo l'allenatore e cambiamo una volta tanto il Presidente?" Hai visto mai che ci trattino finalmente alla pari di Germania e Francia? Ai posteri l'ardua sentenza.

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