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Un'altra Europa

19 Giugno 2008 alle 10:20

Tempo fa stavo chiacchierando in macchina con un mio amico (ed abbiamo idee politiche opposte). Gli faccio: "...E' che per questi l'Europa è diventata un "valore in sè"!!". "Ecco!", mi fà lui. "Per me l'Unione Europea è un valore in sè!". Non glielo dissi-ancora devo dirglielo- ma si era dato la zappa sui piedi. Quando un costrutto degli uomini diventa un valore di-per-sè, il mio primo istinto è di metter mano alla fondina... Ideologia? Idolatria? Peggio? Un'altra riflessione: ho provato a dare uno sguardo al trattato-costituzione (anche per me le minuscole sono volontarie): viene citata sempre la parola "Unione" e mai l'Uomo(riguarderò meglio). Il diritto naturale sembra non esistere. Hanno consegnato L'Unione Europea alla dea ragione. Un'altra cosa non secondaria: una Costituzione è "un mezzo" non "un fine". Il fine è la facilitazione di un indirizzo politico. E' chiaro che l'indirizzo cattolico e liberista sembra non avere chance perchè esiste una golden-share Francia+Germania (Gaullisti+Cdu) che la avversa. Un vantaggio il voto Irlandese lo ha avuto: ha acceso un focolaio di discussione aperta, ma a cui sono sordi- se non infastiditi- questi neo-illuministi (curioso vero?) dell'ultimora. Ma un Unione di 500 milioni di persone, non fà paura? Il potere deve essere raggiungibile, a portata di mano. Chi è fuori è fuori? Bene. E se ci fossero due Europe? Due baricentri? Io credo che -forse- dobbiamo tornare "ai fondamentali". Ma per i Cohn-Bendit sarebbe troppo.

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