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Trattati di Lisbona: come ignorare il voto irlandese e proseguire come se nulla fosse successo.

19 Giugno 2008 alle 18:45

Mi permetto di intervenire ancora una volta sulla questione europea, alla luce delle reazioni al referendum irlandese. Da ciò che ho potuto capire, i cosiddetti euroscettici (tra cui mi annovero anch'io) non sono contro una unione europea politica. Oggi è importante che l'Europa si presenti compatta quando, ad esempio, deve interloquire a livello internazionale con la Cina o con la Russia. Ciò che è assolutamente sbagliata è l'unione europea che si vuole costruire, una unione europea che non ha una propria sovranità monetaria (ora nelle mani della BCE che la usa nell'interesse del sistema bancario e finanziario), che vuole cancellare le varie identità nazionali, che è lontana dai veri bisogni della gente. Siamo di fronte a una unione europea che, nel nome di quel dogma economico chiamato "libero mercato", è pronta a sacrificare le proprie imprese, invece di proteggerle. I sostenitori dell'attuale progetto europeo hanno paura della gente e per questo cercano di portare avanti i loro piani nel modo più oscuro possibile. Questo è un dato oggettivo, facilmente deducibile dalle loro dichiarazioni e dai loro atti. Lo stesso trattato di Lisbona (non mi piace parlare di cose che non conosco, quindi ho fatto la pazzia di leggerlo dalla prima all'ultima pagina) è un esempio di come si vogliano tenere nell'ignoranza le persone. Con il voto irlandese la realtà sta cercando di ribellarsi contro una struttura artificiale che si vuole imporre dall'alto. Quando afferma "fuori chi è contrario", Napolitano sta dicendo che, tra la finzione e la realtà, è quest'ultima che si deve piegare e sparire. Oggi la Camera dei Lords inglese ha concluso il processo di ratifica del trattato e questo episodio è stato salutato come motivo di sollievo dopo il referendum irlandese. Bisogna però ricordarsi che il voto espresso da un ristretto gruppo di persone, seppure in rappresentanza della popolazione, non ha assolutamente lo stesso valore del giudizio dato dalla popolazione stessa. L'intento dei fautori di questa unione è chiaro: sminuire la bocciatura dell'Irlanda per poter terminare il prima possibile la costruzione della prigione europa.

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